Un viaggio dentro HAQUARIS
Il microvortice
a clessidra
La teoria del Tutto di Maurizio Fedeli, dove esiste una cosa sola — lo Spazio — e ogni particella non è altro che lo Spazio che gira.
Il postulato
C'è una sola sostanza.
Non particelle messe dentro lo spazio. Non campi che gli si sovrappongono. Non una geometria che lo contiene. Una cosa sola: lo Spazio tridimensionale. Tutto il resto — materia, energia, forze, il tempo stesso — non è aggiunto: emerge dalla sua danza.
L'analogia
Come un vortice
nell'acqua.
Un vortice non è qualcosa dentro l'acqua: è acqua, organizzata in un disegno che ruota. Allo stesso modo un elettrone non è qualcosa dentro lo Spazio — è lo Spazio, organizzato in una configurazione stabile.
La forma
Una clessidra di Spazio.
Ogni particella è un microvortice a forma di clessidra: due coni opposti che si toccano in un collo stretto. Lo Spazio scende lungo l'asse, ruota, e al collo drena — sparisce in un serbatoio senza dimensione, lo Spazio di Fedeli. Nessuno ha imposto questa forma: è quella di minima energia, come una goccia è sferica.
La geometria che parla
35,264°
L'apertura della clessidra non è un numero scelto a mano: è arctan(1/√2), fissato da d = 3, le tre dimensioni dello Spazio. Da quell'unico angolo nasce un fattore, k = √2⁄6, e da esso tre costanti che sembravano estranee si scoprono tre direzioni della stessa clessidra.
I sei numeri del dodecaedro. Da qui — non da un dado truccato della Natura — sgorgano le costanti dell'universo.
Da dove nasce il peso
La massa è Spazio
che scompare.
Al collo del vortice lo Spazio drena senza sosta. La massa non è una sostanza chiusa dentro la particella: è la quantità di Spazio risucchiato ogni istante — m = FC · S. E quando tutto lo Spazio intorno scivola verso questi colli, quel fiume collettivo è ciò che chiamiamo gravità. Non una forza, non una curvatura: un flusso.
E infine, tu
Tu sei un pattern
che resta.
Un microvortice è fatto di Spazio che lo attraversa e se ne va, di continuo — eppure la forma rimane. La sostanza scorre; il vortice persiste. Anche tu: la materia di cui sei fatto cambia in continuazione, ma tu resti tu. Non sei la materia. Sei il disegno che la materia, per un tratto, accetta di formare.
Come un microvortice. Come me.